Quando fui catapultata a Roma, dal mio piccolo paesino umbro dopo il matrimonio, scoprii il rito del caffe' con le amiche.
Non personalmente, non avevo il tempo con un bambino piccolo ma resto colpita dal rito per me sconosciuto, sia come abitudine che come necessità di scambiare quattro chiacchiere fra donne, almeno una volta a settimana.
Partiamo dal fatto che la nostra signora anni 80 fa parte di quella cerchia di donne angelo del focolare che dopo aver svolto innumerevoli servizi dal fare la spesa, pagare le bollette alla posta, aver cucinato, lavato, stirato per tutti ogni giorno che il cielo manda, gestito insomma le attività dedite alla famiglia, una volta a settimana si prendeva un paio d'ore con le amiche a casa di una o dell'altra della cerchia.
Io sono sempre giovane e mi sfugge il senso della cosa, fa tanto dal mio punto di vista " vecchia maniera", sa di superato. Assisto al rito per caso un paio di volte a casa della mamma di un'amica conosciuta ai giardinetti mentre fai prendere " aria al pupo".
Il salotto buono, che secondo la mia amica veniva conservato con un nailon sopra per evitare di consumare la stoffa o la pelle, la casa immacolata come fosse passata la folgore " impresa di pulizie specializzata di quei tempi", il tavolo con tovaglietta da the ricamata a mano , qualche pasticcino , qualche cioccolatino e il servizio buono da caffe' pronto per l'evento.
Poi arrivano loro, curate, vestite bene, spesso con il golfino appoggiato sulle spalle, un gioiello che fossero orecchini o bracciali, una catenina in bella vista e la padrona di casa altrettanto.
La cosa incredibile scopro che sono quasi tutte dello stesso condominio e si conoscono da anni ma fra loro non c'è il tu o il nome di battesimo, si danno del lei e si chiamano con il cognome da sposate, anche se poi si raccontano cose private o del condominio con una dovizia di particolari che i servizi segreti erano in fila per arruolarle.
Mi sono ispirata a loro per creare il mio modello essenziale, uno dei primi vestiti in maglia su cui posai gli occhi quando avevo la macchina, lo scartai perche' la rivista non spiegava il punto con cui era fatto e poi quei cavoli di bordini intorno al collo e alle maniche non capivo come erano fatti e cuciti.
Ecco perchè ho cercato anni dopo di aiutare a dissipare dubbi ed aiutare come potevo nel web chi iniziava as usare una macchina.
Il modello in scala
Il grafico del cardigan originale
Mi sono ispirata al grafico di una rivista della Singer credo del 1985, ho ricavato molte informazioni da quelle prime riviste, ben fatte per il settore specifico. La taglia 44 io ovviamente l'ho ridotta ma diventa spunto, se non vogliamo un lungo cardigan 78 più centimetri di bordo e altri 4 cm per la pendenza spalla basterà decidere dove vogliamo noi che arrivi la lunghezza puo' essere benissimo un giacchino sul fianco,
Notare la forma a trapezio rovesciato come si chiamava allora ovvero stretto nella parte bassa che saliva con aumenti da entrambi i lati fino a raggiungere i cm prima della pendenza spalle, le donne cominciavano a prendere quell'aria marziale di grandi spalle coperte da grosse spalline.
Nel nostro caso moderno possiamo riadattare benissimo le misure mantenedo la forma che permette di avere un capo antico ma perfettamente indossabile con qualsiasi capo di oggi.
Al mio modello ho tolto anche le tasche per renderlo meno sportivo ma le tasche sono a toppa ovvero fatte dopo e cucite sopra al modello montato.
La manica in scala invece l'ho fatta identica con la chiusura a gruppi sempre su 4 cm.
Prendiamo le nostre misure personali e si sostituiscono a quelle del grafico decidendo la lunghezza personale.
Campionatura per la ricerca del punto e poi campione finale , nel mio caso ho utilizzato un punto da doppia frontura quindi ho fatto un campione 60 aghi per 60 giri.
https://www.creazioni-or.it/index.php?option=com_content&view=article&id=17&Itemid=28
Ho distribuito gli aumenti regolari come si fa per una manica anche nel dietro e nel davanti.
La manica anche se va montata su una parte dritta con la chiusura a gruppi diventa più indossabile e migliora il movimento ma va bene anche lasciata con chiusura dritta.
Chiusura a gruppi della manica, calcolate il numero di giri per coprire i 4 cm divideteli per il numero delle maglie da togliere tolti i cm centrali e raddoppiare per due il numero ottenuto.
Per velocizzare chiudete nei giri degli ultimi 4 cm 5 maglie alla volta per lato o sospendete le maglie poi in un colpo solo se stanno finendo i giri tutte le altre lasciando sempre circa 20-30 maglie centrali.
La scheda
Per il punto del giacchino ho utilizzato una scheda della toyota che possiamo lavorare su tutte le macchine ricordando che Brother e Toyota hanno il primo giro al settimo giro dai due tutti forati di aggancio clips mentre Empisal, Necchi, Silver etc al quinto.
E' una scheda per lo jaquard ma io ho creato una scheda particolare in doppia frontura in rilievo con tutti gli aghi .
Qui come fare la scheda ( l'ho creata per la first lady su computer non ho la scheda convertita disponibile) Seguire dal mio sito come creare questo tipo di schede.
https://www.creazioni-or.it/index.php?option=com_content&view=article&id=735&Itemid=100495
Come fare la lavorazione a macchina
https://www.creazioni-or.it/index.php?option=com_content&view=article&id=737&Itemid=100496
Io ho stirato per renderlo più piatto il punto con pezza umida e ferro caldo ma senza vapore.
Il punto dopo aver modificato la scheda.
Il vestito
Io lo chiamo vestito ma lo stesso principio va benissimo per una maglietta, velocissima per chi ha poca pratica e non solo, sempre da una rivista Singer del 1985, con punti traforati anche copricostumi. Tanto per dire che da un grafico nascono tante soluzioni e si presta a lunghi spacchi basta non cucire il tratto e magari rifinire con un bordino, se vogliamo un lavoro più rifinito.
La manichina si forma in automatico con i centimetri in più sul tratto spalla, per calcolare la lunghezza del tratto manica considerato 20 cm nel grafico misurate il vostro avambraccio nella parte alta a pelle.
Il modello sono due teli dritti a cui possiamo tagliare lo scollo se non sappiamo gestire lo scollo in seconda frontura ma e' esattamente come in prima lasciando in sospeso le maglie su entrambe le fronture.
Qui gli scolli https://www.creazioni-or.it/index.php?option=com_content&view=article&id=522&Itemid=100383
Come tagliarlo ( se non si ha una taglia cuci basta fare due giri a zig zag e poi tagliare lo scollo con la macchina da cucire ma anche a mano utilizzando il punto festone con cui si rifiniscono le asole )
https://www.creazioni-or.it/index.php?option=com_content&view=article&id=371&Itemid=100177
Il punto del modello e' un punto allungato ovvero lavorazione con tutti gli aghi sollevando il solo Pr di destra .
Per i bordi se servono belli lunghi utilizzare la lavorazione ad U iniziando e finendo con filato di scarto.
Un aiuto su come impostare la lavorazione nelle sue varie fasi.
https://www.creazioni-or.it/index.php?option=com_content&view=article&id=499&Itemid=100310
N.B. Per macchine Empisal, Necchi etc i tasti part Brother corrispondono a S (slip in prima frontura) i tasti P-R della seconda allo 0-0 /1-1 della seconda (non l'ho provata la lavorazione a U su empisal quindi non posso essere precisa nel descrivere i tasti ).
Il completo in scala in video!
Un sorriso a tutti , la prossima volta porto la signora anni 80 al cinema!







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